Avventura nel lusso

Jane Birkin. La prima volta che mi è stata “presentata” era sul flyer di una serata Mod mensile che organizzavamo a Pavia.
Bellissima sia lei che la foto.

Jane Birkin

Jane Birkin

Un’icona degli anni sessanta, una bellezza pulita che ha dato scandalo, nel 1969, con la canzone “Je t’aime…moi non plus” pubblicata con il compagno Serge Gainsbourg, protagonisti, i due, di una tormentata e bellissima storia d’amore.

Jane Birkin

Serge Gainsbourg e Jane Birkin

Un’icona, per la sottoscritta, anche per un altro motivo.
L’ho letto per caso, in un’intervista, com’é nata la Birkin Bag: un viaggio in aereo, c’era anche Jean Louis Dumas, ed una “lamentela” sulle borse troppo piccole e poco adatte per i week-end.

Jane Birkin
Jane Birkin

“La cosa da imparare è come il mito nasca spesso dal caso”.

Detto, fatto e la borsa viene recapitata a casa di Jane Birkin; poche donne possono godere di certi lussi, anche perchè, come la maggior parte di voi avrà intuito, stò scrivendo di Hermès.

Birkin Bag

Birkin Bag

“Innovare nella continuità della tradizione”, il motto della celebre Maison Parigina nata nel 1837.

Con la fiducia nel bello e rispetto per la propria storia, ad oggi la famiglia ne possiede l’80%, raro in un’epoca di multinazionali.

Per me emblema della Maison è, soprattutto, il foulard.
Di moda negli anni sessanta, si portava in testa, annodato sotto il mento e, spesso, abbinato ad un paio di occhiali scuri.

Sogno un Hermès, per ora i miei look li creo con quelli che ho e gli usi cambiano: cintura, sciarpa o annodati ad una borsa. Completano e arricchiscono, accessori?…
Forse, sicuramente particolari di stile.

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